Volare in Valtellina, a 400 metri di altezza, con Fly Emotion

È il sogno di tutti ed è uno dei più ancestrali: sollevarsi da terra, aprire le braccia e iniziare volare. C’è chi vorrebbe le ali e chi vorrebbe farlo come Superman, semplicemente elevandosi da terra. Ma purtroppo è una visione che appartiene ancora al mondo dei desideri e dei supereroi.
Chi vuole provare una sensazione simile a quella del volo, sentire l’aria sul viso, sorvolare il paesaggio, può ricorrere alle strutture che mettono a disposizione il volo su fune. In Italia ce ne sono diverse e in Lombardia, in Valtellina, si trova una delle più moderne ed emozionanti. Si tratta di Fly Emotion, parco avventura con aerofune e aerobosco che si trova ad Albaredo per San Marco, nel parco delle Orobie Valtellinesi, che ha aperto i battenti nel 2011.
Noi di VistaLago lo abbiamo provato ed è stato davvero emozionante. Siamo andati ad Albaredo una luminosissima mattina di luglio. Partiti da Varenna, abbiamo percorso la Ss36 fino a Morbegno, per poi salire verso Passo S. Marco, con una bella strada panoramica che sale per 11 km. A 1992 metri, passo S. Marco un tempo era transito fondamentale per gli scambi commerciali della Serenissima Repubblica di Venezia, con la storica Via Priula.

volare in valtellina
Un murales ad Albaredo che racconta la lavorazione tradizionale del Bitto

Da quando Fly Emotion ha inaugurato, sono stati eseguiti circa 30mila voli totali e ha accolto circa 70/80mila visitatori. L’impatto è stato positivo per tutto il territorio: da paesino di montagna di 400 abitanti (chiamati in dialetto Bariloc) noto solo per il Bitto, formaggio D.O.P. di grande tradizione, a destinazione turistica riconosciuta. Basti pensare che ha portato alla ristrutturazione di due ristoranti e un albergo per accogliere i visitatori.

Quando arriviamo, verso le 10,00, stanno facendo il collaudo della struttura con un manichino. Un’operazione, poi ci dicono, che viene fatta tutti i giorni per testare i sistemi di sicurezza. Vedere quel corpo sospeso in aria, appeso a una fune in posizione orizzontale sul vuoto, non mi lascia indifferente.
«Abbiamo due linee di volo diverse», spiega Matteo Sanguineti, fondatore e titolare di Fly Emotion. «La prima di 1,5 km unisce Albaredo a Bema, e permette di fare un volo più soft e tranquillo, per prendere confidenza con l’esperienza e lasciarsi alle spalle l’ansia e la paura. Il secondo, da 1,1 km va da Bema ad Albaredo, è più accelerato, con una pendenza maggiore». Nel primo caso si raggiunge una velocità di 80/90 km orari, si è a circa 300 metri d’altezza e il volo dura circa 1 minuto e 30 secondi, nel secondo 100/110 km/h a 380 metri d’altezza e dura poco più di un minuto. «L’obiettivo di Fly Emotion è divertire e far provare l’emozione del volo. È adatto a tutti: non ci sono limiti di età, solo di altezza e di peso».
Sull’aerofune si può volare da soli o in coppia: per il volo singolo il peso minimo è 70 kg, max 120 kg, mentre l’altezza va da 110 cm a 220 cm. Per il volo di coppia il peso va da 100 a 180 kg e l’altezza sempre da 110 a 220 cm. Si può volare tutto l’anno, in estate e in inverno, con l’abbigliamento da sci per non avere freddo. Chi lo ha provato con la neve, assicura che si tratta di uno spettacolo meraviglioso. Mi annoto mentalmente di tornare.

volare con la fune in sicurezza
Il momento della vestizione: indossiamo caschetto e imbracatura imbottita.
Il volo a 300 metri d’altezza

Dopo la spiegazione introduttiva, si entra nel vivo. È il momento della vestizione. La sicurezza è fondamentale: indossiamo un’imbracatura imbottita, con delle fasce che assicurano le gambe. Caschetto di sicurezza e occhialini per il vento (per chi porta le lenti a contatto). Voleremo in due, per via del peso. Il più leggero davanti, l’altro alle spalle. È importante annotare la posizione delle braccia: durante la partenza e l’arrivo, rigorosamente lungo il corpo. Durante il volo, come vogliamo, anche aperte. Ci avviciniamo alla piattaforma, da cui parte il cavo di acciaio su cui voleremo. L’emozione, mista a paura, comincia a farsi sentire. “Sono sicura di volerlo fare?”, mi domando, cercando di intravedere la piattaforma di arrivo a Bema. Si distingue un puntino bianco, dall’altro lato della valle. Saliamo sulla piattaforma di lancio, ci pesiamo per calibrare bene i pesi e i fermi e ci assicurano al cavo con i moschettoni. L’operazione è veloce e precisa, con dei movimenti provati mille volte. «Mettetevi uno davanti all’altro, giratevi, piegatevi in avanti, sollevate le gambe, fissatele al trespolo e andate in posizione orizzontale», ci dice l’addetto alla partenza. In quel momento provo una sensazione di disagio: anche se so di essere assicurata, non riesco facilmente a lasciarmi andare. Fisso prima un piede al trespolo, poi l’altro. Ecco, sono completamente orizzontale e sospesa alla fune. L’addetto ci fissa una piccola vela alle spalle e comunica alla stazione di arrivo che stiamo per partire. Un secondo dopo ci augura buon volo. Sgancia un fermo e partiamo.

Volare Valtellina Orobie Valli del Bitto
La piattaforma da cui ci si lancia ad Albaredo.

Siamo in volo. La prima parte è velocissima: l’aria ci colpisce il viso, per fortuna che ho gli occhialini, penso. Facciamo un urlo liberatorio e apriamo le braccia. Sotto di noi il verde degli alberi e il vuoto. Sento un’emozione fortissima, che si trasforma rapidamente: prima è paura, poi entusiasmo, poi gioia. Provo a registrare tutti i dettagli possibili, non voglio perdere nulla: mi concentro sulle mie sensazioni, sul paesaggio, sul vento che soffia e ci colpisce lateralmente. Il minuto e mezzo di volo passa in fretta. La piattaforma di arrivo ci viene incontro velocemente, mentre la attraversiamo sentiamo un rumore secco, il fermo che ci aggancia. La superiamo di pochi metri e ci fermiamo. Torniamo indietro e siamo sulla piattaforma. Tiro un sospiro di sollievo: è andata, penso. Mi libero del trespolo e finalmente i piedi toccano terra. Ma sento ancora la scarica di adrenalina che mi percorre il corpo. Ho voglia di saltare. E di volare di nuovo.

volo con fune, orobie valtellinesi
Il volo di andata, da Albaredo a Bema.
Sospesi tra gli alberi

L’adrenalina accumulata può sfogarsi nell’aerobosco, parco avventura inaugurato lo scorso anno nel territorio di Bema, per offrire un’ulteriore esperienza nelle Valli del Bitto a chi non ha fretta di tornare a casa dopo il volo di andata. In un bosco di pioppi e faggi, passerelle di legno, ponti, cavi di acciaio e liane collegano un albero all’altro.
Ci sono 4 percorsi con diversi giochi: 3 pensati per ragazzi e adulti (altezza minima per accedere al percorso 130 cm e un peso di massimo 120 kg) e uno per i più piccoli (ai quali è richiesto un minimo di 110 cm di altezza e di essere accompagnati da un maggiorenne).
«I percorsi sugli alberi sono disegnati per mettersi alla prova», racconta Sanguineti e ci spiega che vengono fatte molte esperienze di team building. «La difficoltà è crescente, si parte dai tragitti più semplici, alla portata di tutti, a quelli più complicati, dove è necessario uno sforzo fisico maggiore».
Come per l’aerofune, anche in questo caso la sicurezza è al primo posto. Indossiamo il caschetto, un’imbracatura con un moschettone che rimarrà ancorato alle funi dall’inizio alla fine del percorso, e una carrucola, per provare in piccolo l’esperienza del volo. Passiamo circa 45 minuti, arrampicandoci, camminando come giocolieri su funi sospese per aria, scivolando a penzoloni tra gli alberi. Alcuni passaggi sono davvero faticosi, ma nell’insieme l’esperienza è molto divertente, quasi liberatoria. Ha risvegliato la mia parte più infantile, quella che giocava in cortile con gli altri bambini.

arrampicarsi sugli alberi
L’aerobosco a Bema: funi e passarelle tra pioppi e faggeti.
Di nuovo in volo, a 110 km orari

Sudati e felici, ci dirigiamo verso la piattaforma di Bema per il volo di ritorno. È più in alto di Albaredo, la pendenza del cavo di acciaio è maggiore. Mi preparo al volo con più serenità dell’andata, ma timorosa per la velocità superiore, questa volta toccheremo i 110 km/h. Si raccomandano di aprire le braccia, dopo la partenza, per fare attrito e rallentare leggermente il volo.
Stesse procedure di vestizione e sicurezza. E stesso disagio a mettermi in posizione orizzontale, a staccare entrambi i piedi da terra. Ci montano una vela più grande dell’andata. È il momento di partire. «Buon volo» e via, ci sganciano. Partiamo sparati, si sente che la velocità è maggiore e la pendenza superiore. Procediamo cosi per metà volo, quando mi sembra che la l’inclinazione diminuisca leggermente e ho l’impressione di rallentare un po’. Come prima, le emozioni si susseguono velocemente. L’adrenalina è fortissima. Sento il vento soffiare forte e farci leggermente basculare, si sente la tensione della forza del vento e della velocità.
In quel momento penso, sospesa a 400 metri d’altezza, scivolando sulla fune a 110km orari, che vivere è come volare. La cosa migliore che puoi fare è aprire le braccia e lasciarti andare, qualunque cosa succeda. Anche se il vento ti soffia contro e la paura ti prende lo stomaco. Irrigidirti non serve a nulla, anzi. Meglio rimanere rilassati e godersi il viaggio.
È proprio il caso di dire “Keep calm and Fly Emotion”.

cose da fare in valtellina
Volo di ritorno, arrivo ad Albaredo.

Ritornati ad Albaredo, andiamo a ritemprare spirito e pancia alla Locanda Cà Priula, a base di prodotti tipici: bresaola della Valtellina, Bitto e pizzoccheri fatti a mano. Degna conclusione di una mattinata eccezionale.

INFO
Fly Emotion Aerofune
Via San Marco 20
Albaredo per San Marco (Sondrio).

Strada Provinciale per Bema 3
Bema (SO).
Tel. +0342 613819

Costo: 2 linee di volo da 29,50 € a persona per il volo in coppia, se si acquista sul sito (se in loco, da 39,50 €).

Fly Emotion Aerobosco
Strada Provinciale per Bema 3
Bema (SO).
Tel. +0342 613819

Costo: da 13,50 a persona (si può acquistare separatamente dall’aerofune).

Consigli: meglio prenotare online e vestirsi con abbigliamento comodo, leggings, felpe, scarpe da passeggiata.

prodotti tipici valli del bitto
Pranzo alla Locanda Cà Priula, antipasto a base di bresaola della Valtellina.
Prodotti tipici valtellina locanda cà priula
Pizzoccheri e ravioli ripieni di bresaola.

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