Villa Erba: a passeggio nella storia del cinema italiano

Villa Erba è una delle tante bellissime ville che si affacciano sul Lago di Como, ma oltre essere una dimora ricca di fascino, ha anche una storia unica, che la distingue da tutte le altre.
Costruita alla fine dell’Ottocento dagli architetti Giovanni Battista Borsani e Angelo Savoldi, Villa Erba sorge dove alla fine del XI secolo era stato costruito un monastero femminile. Gli architetti ricevettero l’incarico da Luigi Erba, fratello ed erede di Carlo Erba, uno dei maggiori industriali farmaceutici di allora, che voleva una residenza estiva di rappresentanza, per accogliere personaggi illustri dell’epoca e ospitare eventi mondani. Borsani e Savoldi, molto in voga in quegli anni, realizzarono un vero gioiello, con pareti affrescate, preziosi soffitti intarsiati e decorazioni liberty.

L’INGRESSO NEL MITO
Luigi Erba lasciò la villa alla figlia Carla, moglie del duca Giuseppe Visconti di Modrone e mamma del grande regista Luchino Visconti, che qui passò le estati della sua giovinezza, facendo tesoro di immagini, dettagli, atmosfere che poi evocò nei suoi film.
Lo ha ricordato il nipote, Luchino Gastel, durante la serata per festeggiare i 30 anni del Centro Internazionale Esposizioni e Congressi Villa Erba. «Nel 1929 nei saloni della villa si tenne un ballo per il fidanzamento di Umberto di Savoia e Maria José: per Luchino fu l’occasione di assistere a un ballo mondano e ai suoi riti, che poi raccontò nel Gattopardo, con il valzer inedito di Verdi. Qui leggeva e si dedicava alla cultura». Ma anche la darsena nella Caduta degli Dei e gli arredi di Morte a Venezia sono citazioni di Villa Erba. Visconti ci tornò nel 1972, per ultimare il montaggio di Ludwig, che il regista considerava «un piccolo film, perché il grande sarebbe dovuto essere ispirato alla Ricerca del tempo perduto di Proust», ha concluso Luchino Gastel, che fu assistente del regista durante la realizzazione del film.


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Manifesti dei film di Luchino Visconti, dal museo “Le stanze di Luchino Visconti” situato al primo piano di Villa Erba (credit Villa Erba).

IERI E OGGI: UN PONTE TRA PASSATO E FUTURO
Negli anni Ottanta, la villa fu messa in vendita, e acquistata da una cordata composta da quattro enti pubblici: i Comuni di Cernobbio e di Como, la Provincia e la Camera di commercio, con l’aiuto della Regione Lombardia.
L’obiettivo era trasformarla in un polo fieristico e centro congressuale, per portare beneficio a tutto il territorio e ai Comuni di Como e Cernobbio, senza snaturarne la storia e il valore. Anzi, investendo sulla tradizione. Su una parte del giardino vennero costruiti dei padiglioni dedicati, dall’architetto Mario Bellini, che si ispirò alle serre delle dimore sul lago.
In questi giorni si celebra il trentennale dell’acquisizione, che equivale a festeggiare 30 anni di successi: allora la villa fu comprata per sei miliardi di lire e adesso genera un indotto di circa 90 milioni di euro annui, nonostante la crisi di questi ultimi anni e la contrazione del tessile.
Oggi Villa Erba è sede di numerose manifestazioni, fiere, convention ed è location di eventi privati e aziendali. Fra questi, ha ospitato a febbraio, l’evento Ferrari (il primo in assoluto fuori da Maranello), per presentare l’ultima nata, la Gtc4 Lusso.
Per gli amanti del grande maestro del cinema italiano, ospita il museo le stanze di Luchino Visconti, un luogo per ripercorrere il legame tra il regista e la dimora della sua famiglia. Il museo è visitabile su prenotazione.

 

Info
Villa Erba
Largo Luchino Visconti, 1.
Cernobbio (Co).
Tel. 031 3491
Email: info@villaerba.it

Villa Erba festa 30 anni centro congressi
Villa Erba

 

Villa Erba, Museo Le stanze di Luchino Visconti (credit Villa Erba).
Villa Erba, Museo Le stanze di Luchino Visconti (credit Villa Erba).
Villa Erba, interni.
Villa Erba, interni.

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