Val Codera, una valle da scoprire (a piedi)

L’Italia è piena di posti magnifici, si sa. Ma alcuni sono più belli di altri, non solo paesaggisticamente parlando. La loro bellezza deriva dal fatto che sono luoghi che vanno conquistati, vanno cercati, e raggiungerli costa fatica. Per questo ti entrano nel cuore e non ti lasciano più. Perché ti ricordi lo sforzo compiuto per arrivarci e il percorso fatto. Un viaggio nel viaggio, che parla anche di te e di cosa sei disposto a fare per arrivare alla meta.

La Val Codera, in provincia di Sondrio, è uno di questi luoghi.


Si trova a nord del Lago di Como, dopo la Riserva di Pian di Spagna, sopra il comune di Novate Mezzola. È la destinazione ideale per chi è in vacanza sul Lario e vuole fare una gita all’aria aperta o un’escursione in montagna.

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Vista sul Lago di Mezzola.

Trekking in Val Codera

Tra le tante valli da esplorare e trekking che si possono fare nella zona che circonda il Lago di Como, la Val Codera è speciale, perché ha una particolarità: si può raggiungere solo a piedi.

Non ci arrivano strade carrabili, né ferrovie.

Per raggiungerla si deve percorrere un sentiero che si arrampica per la montagna, chiamato la “mulattiera delle scale”, perché è composto da scalini in granito. Circa 2.600 scalini… Esatto: una scala di 2.600 gradini, di altezze diverse, che parte dal livello del lago e attraversa boschi, campi, costeggia montagne e vi accompagna in questa valle incontaminata. È un’escursione faticosa, ma molto bella. Si attraversa davvero un tratto incontaminato. Ci si immerge in una natura rigogliosa, verde e si respira la potenza della montagna.

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Cappella votiva lungo il percorso

Val Codera, la rinascita dopo l’abbandono

Sono stati gli abitanti della valle a non volere che venisse percorsa da strade carrabili per preservarne l’integrità. Ma questo ha condannato i paesi della zona allo spopolamento. Nel Dopoguerra le opportunità di lavoro erano altrove e gli abitanti le hanno seguite, lasciando le loro case. Molti si sono trasferiti a fondo valle, a Novate Mezzola, altri più lontano.

Ma il legame con la propria terra è rimasto. Così, 35 anni fa, un gruppo di persone, ex abitanti e appassionati, ha dato vita all’associazione Amici della Val Codera, che oggi anima la valle e la sta portando a nuova vita. «Non volevamo perdere le nostre radici», racconta Roberto Giardini, uno dei tanti abitanti partiti, che in questi anni ha lavorato per la rinascita della valle. «Abbiamo agito su due livelli: da un lato, abbiamo cercato di preservare la memoria del luogo, dall’altro ci siamo occupati della manutenzione del territorio, per mantenere viva la valle». Negli anni ’80 è nato il Museo storico etnografico, un museo dislocato in due sedi  che raccoglie scene di vita quotidiana, ambienti da lavoro e racconta quali erano le principali attività della valle. Mentre nel 2011 è nato il Museo mineralogico e della Castagna, le due principali risorse della zona. Ma non solo: sono stati recuperati campi coltivati, ripristinati i terrazzamenti, riavviate le culture tradizionali.

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Borgo di Codera

Accoglienza e collaborazione

L’associazione si avvale della partecipazione di volontari, che contribuiscono materialmente ai tanti lavori da svolgere, come falciare e seminare i terreni. Grazie al loro intervento è ripartita una microeconomia locale, basata sull’agricoltura e sull’allevamento.

Codera è l’unico paese della valle abitato tutto l’anno: «Durante l’inverno gli abitanti sono meno di una decina e vanno dai 40 agli 87 anni. Ma durante l’estate il paese si popola di persone, escursionisti e turisti». Chi vuole fermarsi a dormire, lo può fare nell’Albergo diffuso creato dall’Osteria Olpina, un rifugio aperto quasi tutto l’anno, dove poter gustare i prodotti locali. Ha 7 camere e la mezza pensione costa 45 €. «Ma ai volontari che vengono ad aiutarci offriamo vitto e alloggio gratuito», conclude Roberto Giardini dell’associazione Amici della Val Codera.

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Il borgo di Codera e l’Osteria Alpina

Come arrivare in Val Codera

Il sentiero che porta in Val Codera parte dal comune di Novate Mezzola, dalla località Mezzopiano. In macchina si percorre via Ligoncio e poi via del Castello. In fondo alla via, si trova un parcheggio dove si può lasciare la macchina. Qui inizia la mulattiera (è ben indicata da cartelli e segnali) che si arrampica subito per il bosco. Il primo tratto è molto ripido, si susseguono una serie di tornanti. Si prosegue fino arrivare a una piccola cappella votiva da cui si può ammirare il panorama e il Lago di Mezzola.

Continuando, si attraversa una zona più aperta, con ciò che resta di borghi un tempo abitati. La strada prosegue, costeggia la montagna, supera il fiume Codera, passa sotto una galleria in cemento, e continua a salire, fino a a quando si intravede il paese di Codera, a circa 800 metri di altezza.

È una camminata di circa tre ore e bisogna essere mediamente allenati.

Per chi non volesse farsi i 2600 scalini, da Novate Mezzola c’è il servizio elicottero (le mattine di venerdì, sabato, lunedì; costo: 30 €).

 

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