Ugit, il brand di accessori che racconta il Lago di Como

Tanto entusiasmo, tante idee e tanti racconti. Così si presenta Silvia Pecis, grafica pubblicitaria che si divide tra Lecco, dove vive, Mandello del Lario, dove lavora, e Varenna, dove vive la sua famiglia. Silvia ha per il Lago di Como e Varenna un amore profondo: glielo ha trasmesso il nonno, che quando era piccola la portava a pescare e le parlava in dialetto.
Da questi ricordi e da questa passione è nato Ugit, un brand di accessori che vuole raccontare il Lario e che parla di memoria, di tradizione, di affetti e di legami familiari. In poche parole: un mondo di emozioni tradotte in un oggetto, da portare sempre con sé.
«Volevo creare un prodotto del Lago di Como e ho pensato a un bracciale, un oggetto semplice e trasversale. Sono partita dal nome, dal logo (retaggio del mio lavoro). È stato mio marito a suggerirmi ugit, un termine dialettale che io uso spesso. Letteralmente significa occhietto, e indica gli avannotti, i piccoli dei pesci del lago che si vedono in riva. Era mio nonno Ottavio a parlarmi in dialetto. Era originario di Varenna e faceva il panettiere, e quando a fine giornata terminava di lavorare e andava a pescare, io lo accompagnavo».

Il primo prodotto nato nella famiglia Ugit è stato un bracciale: tre pesciolini d’argento e un nastro di seta per tenerli insieme. Ma l’elemento ittico non era abbastanza per creare un oggetto che parlasse del Lario. «Di pesci ce ne sono tantissimi, per differenziarlo e renderlo unico ho voluto che fosse fatto interamente sul Lago di Como. I pesci li ho disegnati io, sono semplici e stilizzati. Sono tre, come i tre rami del Lario e sono fatti qui, dall’orafo della Gioielleria Nani di Mandello, che li realizza a mano, con l’antica tecnica della cera persa. Li cola uno a uno e poi li leviga manualmente. Anche i nastri sono local: seta del lago, cucita a mano da una sarta di qui. È in tutto e per tutto il gioiello del Lario, infatti c’è scritto Made in Como Lake, non Made in Italy».


Ma non è solo la materia prima e la lavorazione a rendere Ugit un brand laghèe. È tutto il vissuto di Silvia tra le contrade di Varenna, i suoi ricordi, di cui il marchio è intriso, a renderlo Made in Como Lake. «Quando ero piccola era tutto molto più semplice, anche le attività e i giochi che facevamo. Mi divertivo ad andare a pescare con mio nonno. È stato lui a trasmettermi la passione sfrenata per il lago: aveva in casa solo quadri di Varenna. E oggi pure io: solo dipinti e foto che riprendono questo bellissimo borgo. L’altra fissa che mi ha trasmesso è l’amore per il pane. A tavola controllo sempre come è disposto, non deve mai essere rovesciato».

Per comunicare Ugit, Silvia ha usato anche una foto di suo nonno, ritratto mentre pescava, a Villa Cipressi (per qualcuno è a Villa Monastero): un’immagine che da sola racconta la differenza tra ieri e oggi. Erano luoghi che le persone del posto vivevano pienamente, senza filtri, dove i bambini giocavano. Erano luoghi della comunità. «Basti pensare che noi ragazzi facevamo le feste di carnevale a Villa Cipressi, nella Sala del Pergolato, dove ora organizzano i ricevimenti di matrimonio».

Ma quando hai deciso di fare il grande passo e creare Ugit? «Ci pensavo già da qualche anno, poi un’estate al mare insieme a mio marito abbiamo deciso di farlo. L’ho disegnato, ho trovato a Monza un laboratorio che faceva stampe in 3D e ho fatto fare i primi esemplari in plastica, mentre mia mamma mi ha aiutato a cucire i primi bracciali. Con questi prototipi sono andata dall’orafo e abbiamo studiato come perfezionarlo: piatto non mi piaceva, lo volevo un po’ mosso, materico, finché non abbiamo trovato la forma giusta. Guarda anche il dettaglio dell’occhio: è fatto con una fresa per renderlo sfaccettato».

Il primo prodotto firmato Ugit è stato il bracciale per le donne, che spesso le chiedono di personalizzare. «Devo andare a un matrimonio e ho un vestito di seta beige, posso avere il nastro della stessa nuance?, mi chiedono. Poi sono arrivati i bracciali per uomo con il cordino, poi le collane. Le ultime nate sono le borse e le pochette, appena lanciate. Sono in tessuto a righe, sempre con i pesci, ma stampati in serigrafia. Ma non sono animali qualunque, sono la riproduzione di disegni di Giannino Grossi, pittore di Milano di inizio Novecento che amava molto Varenna, ci veniva in vacanza e la dipingeva continuamente. Mia nonna era la sua governante e le ha lasciato degli acquerelli. Alcuni ritraggono dei pesci e per ciascuno aveva scritto a matita il nome in latino dell’animale».
Prossimo progetto? «Sto lavorando agli orecchini, da lanciare per Natale».

PASSAPAROLA LAGHÈE
Indirizzi
a prova di sòla, suggeriti da chi conosce il Lago come le sue tasche.

Il ristorante
«Il Prato a Varenna: un locale carino e accogliente, anche senza essere vista lago. Hanno trovato il giusto mood. E poi era una delle piazzette preferite dove andavo a giocare quando ero bambina. E anche adesso si sta benissimo, sotto gli alberi, al fresco, è un angolo delizioso del paese. Poi mangi bene, spendendo il giusto».
Al Prato, piazza Prato 6, Varenna, tel. 348 7124389

La gelateria
«Serendipity, gelateria artigianale a Lecco. Molto carino, fuori del circuito del centro città. Lo gestisce una signora, che fa il gelato solo con ingredienti freschi».
Serendipity, via Turbada 4, Lecco, tel. 328 8556053

Il miglior aperitivo
«Al 27mq Cafè a Varenna. Sono di parte, Daniele e Marco, i due gestori, sono i miei fratelli, ma il consiglio è per merito: i drink sono buonissimi e l’ambiente ottimo. Hanno saputo costruire un bel locale, nonostante le dimensioni. Anzi, a cominciare dal nome e dallo slogan: c’è posto per tutti. Anche in questo caso, non hai la vista lago, ma ti godi la tranquillità della piazza centrale del paese».
27mq Cafè, piazza S. Giorgio, 5, 23829 Varenna, tel. 0341 815365.

La spiaggia dove fare il bagno
«A Fiumelatte, poco prima della salita di Pino, c’è una spiaggetta che molti pensano sia di una casa privata, ma in realtà è pubblica. È bellissima e non c’è nessuno».

UGIT
Contatti: info@ugitlagodicomo.it

Prezzi Ugit
Bracciale donna 88 €
Bracciale uomo 50 €
Collana uomo 50 €
Borse 60 €
Pochette 15 €

Un pensiero riguardo “Ugit, il brand di accessori che racconta il Lago di Como

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi