3+1 mostre da vedere sul Lago di Como

Se sei fra coloro che temono che in provincia ci sia poco da fare e da vedere, sbagliato, devi ricrederti. Non mancano le iniziative e le occasioni per uscire. E non solo quelle gastronomiche. Sono tantissime le iniziative culturali. Come dimostrano il Festival di Bellagio e gli incontri d’autore Zelbiocult.
Ma non solo. Ecco 4 appuntamenti assolutamente da non perdere.

Una comunità in mostra

700 abitanti ritratti in 250 scatti: è “Un paese in posa”censimento fotografico di un intero borgo, di una comunità che Giulia Caminada ha voluto dedicare al paese in cui è nata, Barni. Un lavoro artistico che si trasforma nell’occasione per raccontare una piccola realtà in provincia di Como, che sembra sospesa nel tempo, in cui ancora sopravvivono antiche usanze, modi di dire dialettali, tradizioni.
Il progetto è nato due anni fa, con una lettera inviata da Giulia “agli abitanti di Barni, a chi si sente di Barni”, in cui dichiarava che voleva “fotografare le persone del paese nel quale sono nata a “futura memoria” di sguardi, lineamenti, volti e atteggiamenti che ancora sanno di antico: tracce di una comunità”. Il set fotografico è stato il paese stesso: sul blog di Giulia sono pubblicate le immagini di backstage del progetto.
Oggi il risultato di questo lavoro è visibile nella Sala consigliare del Comune di Barni, fino al 18 agosto.


Info
Un paese in posa, Barni, fino al 18 agosto.

Immagini di Un paese in posa a Barni di Giulia Caminada
Immagini di Un paese in posa a Barni di Giulia Caminada.
Il mondo in un disegno

Ha decorato scialli orientali, abiti da sera di corte e capi griffati: è il boteh/cachemire (o chiamato anche paisley), uno dei motivi decorativi che hanno attraversato la storia del tessuto, che ha origini antichissime e ha il sapore di mondi lontani.
A questa piccola goccia dalla punta ricurva è dedicata la mostra “Cachemire, il segno in movimento”, organizzata dalla Fondazione Antonio Ratti in collaborazione con il Comune di Cernobbio e curata da Margherita Rosina e Francina Chiara, che si tiene fino al 18 settembre 2016 nelle due sedi di Villa Sucota a Como e di Villa Bernasconi a Cernobbio.
Attraverso i circa 150 pezzi esposti – tra tessuti, scialli, abiti, accessori e cravatteria – la mostra accompagna il visitatore in un percorso alla scoperta del motivo in epoche e Paesi diversi. Tra i pezzi storici, di particolare interesse un mantello da sera ricamato di Drecoll del 1907, un caraco di velluto medio-orientale della fine del XIX secolo e una vestaglia kimono conservata nel guardaroba di Gabriele D’Annunzio al Vittoriale; tra i capi contemporanei un abito di Valentino Boutique indossato da Patty Pravo per un servizio su Vogue, uno chemisier in pizzo bianco di Daniel Hetcher, e, tra gli altri, capi di Mila Schön, Lancetti e Gianfranco Ferré Haute Couture.

Info
“Cachemire, il segno in movimento”, fino al 18 settembre, Villa Sucota a Como e di Villa Bernasconi a Cernobbio.

Orari
Da lunedì a venerdì: 14-18. Sabato e domenica: 10-19 Aperture speciali e visite guidate su prenotazione.

Biglietti
Intero: € 8
Ridotto: € 5 (fino a 25 anni, oltre i 65 e per convenzionati)
Gratuito: fino a 12 anni

Campioni di tessuto dalla mostra "Cachemire, tessuto in movimento".
Campioni di tessuto dalla mostra “Cachemire, il segno in movimento”.
La montagna: amata, temuta, dipinta

Il Monte Rosa, la Grignetta, Pizzo Badile, il Passo dello Stelvio: ci sono tutte le più importanti cime nella mostra La montagna dipinta, un percorso pittorico che va dall’Ottocento ai primi del Novecento e che racconta il rapporto dell’uomo con le vette e le cime. A cura di Anna Ranzi, la mostra è esposta a Villa Monastero di Varenna ed è visitabile fino al 25 settembre.
Attraverso 100 dipinti provenienti da collezioni private, di appassionati, l’esposizione affronta un tema molto importante per il territorio lecchese, di grande tradizione alpinistica. Fra gli autori: Filippo Carcano, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Cesare Maggi, Carlo Fornara, Eugenio e Lorenzo Gignous, Leonardo Bazzaro, si accostano a opere di autori quali Silvio Poma, Carlo Pizzi, Vincenzo Bianchi, Achille Tominetti, Paolo Sala, Gaetano Fasanotti e Giovan Battista Lelli, e molti altri che hanno raffigurato tra Ottocento e Novecento il paesaggio montano. La grande tradizione alpinistica lecchese, conosciuta in tutto il mondo per le importanti scalate effettuate nel corso di quasi un secolo, è inoltre rappresentata da vari artisti-alpinisti che hanno raffigurato le vette raggiunte nel corso del primo Novecento, quali Leonardo Roda, Luigi Binaghi e Paolo Punzo.
I dipinti raccontano una storia fatta di sfide, paure e incanto, iniziata già alla fine del Settecento, quando avvennero le prime esplorazioni, intensificatesi nei secoli successivi.

In apertura dell’articolo, l’opera “Il monte Generoso” di Guido Ricci.

Info
La montagna dipinta, Villa Monastero di Varenna, fino al 25 settembre
.

Orari

  • giugno e luglio: mercoledì dalle 14.00 alle 19.00, giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 19.00
  • agosto: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00
  • dal 1° al 25 settembre: mercoledì dalle 14.00 alle 18.00, giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 18.00
mostre da vedere lago di como lecco
Alpi di Carlo Prada, una delle opere esposte a Varenna per la mostra La montagna dipinta.
Conoscere il mondo interiore di Antonia Pozzi

L’ultima non è una mostra, ma è l’iniziativa “Per troppa vita che ho nel sangue”, ospitata nella casa di Antonia Pozzi, poetessa italiana morta suicida nel 1938. Di origine milanese, Antonia amava tantissimo la casa di villeggiatura della famiglia a Pasturo, paesino ai piedi della Grigna, dove ha coltivato l’amore per la montagna. Qui si è avventurata in passeggiate e qualche scalata, traducendo le sue esperienze in poesie e racconti.
Antonia era l’unica figlia dei coniugi Pozzi, che hanno lasciato la villa alla diocesi. Due piani della casa erano infatti stati ristrutturati per ospitare delle suore. Solo l’ultimo piano ha mantenuto l’aspetto originale, ed è qui che si trova lo studio di Antonia, con i suoi libri, le sue fotografie (era anche fotografa), la sua attrezzatura di montagna.
Grazie al lavoro di Living Land, la dimora estiva della famiglia Pozzi sarà aperta e visitabile fino al 21 agosto. Ma sarà possibile anche partecipare a visite guidate, reading, incontri e teatro.
Fra gli appuntamenti in programma sabato 23 luglio, alle ore 17.00 l’incontro “Antonia Pozzi: vita e opere” con Graziella Bernabò, saggista e biografa e Suor Onorina Dino, curatrice delle opere e depositaria dell’archivio di Antonia Pozzi. Mentre sabato 30 luglio, alle 17.45, si terrà la lettura di poesie “Antonia Pozzi e la fatica di vivere” a cura di Gianfranco Scotti, studioso di letteratura lombarda. E sabato 6 agosto, alle 17.45, si svolgerà “Radici profonde nel grembo di un monte”, recital di Elisabetta Vergani, con musica dal vivo di Filippo Fanò.
Sono previste anche visite guidate alla casa e sui luoghi amati dalla poetessa.
Tutti gli eventi sono a ingresso libero.

Info
“Per troppa vita che ho nel sangue”, via A. Manzoni 1, Pasturo (Lc), fino al 21 agosto.

Living Land, antonia pozzi, poesia, pasturo
L’esterno della casa di Antonia Pozzi a Pasturo.

 

 

 

 

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