Orrido di Bellano: il cuore selvaggio del Lago di Como

L’Orrido di Bellano è una delle attrazioni naturali più belle del Lago di Como.
Dall’esterno è difficile immaginare che cos’è e quanto sia stupefacente. Anzi, l’ingresso è abbastanza deludente, che fa sembrare questa meraviglia della natura un misto tra un oratorio e un parco giochi per bambini. Per non parlare di un’orribile strega di carta pesta posta all’entrata, che dovrebbe ammiccare alle leggende che circondano l’Orrido e la Casa del Diavolo. Ma appena ci si addentra nel percorso, si rimane stupefatti.

 

Ingresso dell'Orrido di Bellano.
Ingresso dell’Orrido di Bellano.

 

Le origini dell’Orrido

L’Orrido di Bellano è una gola naturale che si è formata in 15 milioni di anni, che unisce la Val Muggiasca al lago di Como ed è percorsa dal torrente Pioverna. In realtà, sulle origini dell’Orrido ci sono due teorie: la prima sostiene che sia stato il corso d’acqua a scavare il canyon, erodendo il terreno. In realtà, secondo i geologi, il Pioverna è responsabile solo in parte della genesi della gola. La seconda teoria infatti sostiene che l’Orrido si è formato per un fenomeno geologico chiamato Deformazione gravitativa profonda di versante (DGPV), che comporta movimenti di masse di grosse dimensioni, causati da movimenti tettonici e terremoti. Dove due valli confluiscono, come in questo caso, si manifesta con particolare forza. Molto probabilmente, il nuovo assetto generato dai movimenti ha ostruito il corso d’acqua, che ha dovuto scavare il canyon per passare. Ecco l’origine dell’Orrido. Questa teoria è dimostrata dalle pareti della gola: solo alcune parti hanno forme arrotondate, che giustificherebbero il lento lavoro del Pioverna, altre sono di origine franosa.
La cosa certa, è che mentre si cammina a contatto con la roccia, si percepisce la potenza della natura e la fragilità dell’uomo. Per apprezzarlo appieno, bisogna fare lo sforzo di immaginare quale dovesse essere la forza e la pressione della terra che lo ha generato, prima di assestarsi. Altro che Jurassic Park!

 

Come si arriva

L’Orrido si trova in centro a Bellano, tra piazza S. Giorgio e l’ex Cotonificio Cantoni ed è circondato da un muro per tutto il perimetro. Superato il portone, sulla sinistra si trovano dei pannelli che ne spiegano la storia e la particolarità geologica, sulla destra il chiosco per fare i biglietti. E subito dietro l’orribile strega, che tutti cercano di non inquadrare nelle foto.
Per addentrarsi nel percorso bisogna sorpassare un piccolo ponte, costeggiato da un grosso tubo verde, una delle condotte che sfruttano la potenza dell’acqua per produrre energie elettrica, a testimoniare lo sviluppo industriale dell’Ottocento. Dal ponte si vede bene la Casa del Diavolo, una torre esagonale di tre piani, edificata su uno sperone di roccia e con una scala a chiocciola al suo interno. È un edificio di cui non si conosce né l’origine né l’utilizzo, ma sicuramente è anteriore al 1834, perché compare in una stampa dell’epoca. Il nome inquietante deriva dagli affreschi con figure mitologiche ancora visibili che ne decorano la parte alta, che hanno suscitato storie e leggende.

 

Gli antichi ponti di pietra ormai in disuso.
Gli antichi ponti di pietra ormai in disuso.

Il cuore selvaggio del Lago di Como 

Già da qui si intuisce il carattere brado del luogo: il ponte sovrasta una vasca d’acqua azzurrissima. Tutto intorno si innalzano alte pareti rocciose, punteggiate qua e là da felci, cespugli, muschio, e vecchi ponti di pietra, ormai in disuso. Ma solo superato il ponte, e il primo angolo formato dalla parete rocciosa, si capisce quale meraviglia della natura è custodita tra quei versanti. Qui si entra in una porta naturale, una roccia scavata, e si registra subito un brusco calo della temperatura, che con il caldo estivo è un vero piacere.
Un sistema di passerelle fissate alle rocce, recentemente ristrutturate, rende in parte percorribile la gola. Si costeggia la montagna e si sovrasta il torrente, che scorre impetuoso e rumoroso: per tutto il tragitto il frastuono dell’acqua è quasi assordante. Non c’è un’unica cascata: sono tante e diverse, tutte fragorose e spumeggianti. Sotto l’acqua scorre tumultuosa, e in alcuni punti si raccoglie in laghetti dal colore intensissimo.

A vederli così, viene voglia di tuffarsi. Poi ci si ricorda che l’acqua deve essere gelata, e il desiderio passa in un instante. Anche se il Comune potrebbe pensare di far utilizzare delle mute, come per le Gole di Alcantara in Sicilia, in contesti sicuri.
Illuminata dalla luce che arriva dall’alto, la gola si stringe e si allarga. In alcuni punti la vegetazione sembra tropicale, florida e verdissima. Le pareti hanno forme e colori diverse: in alcuni punti sono levigatissime, in altre spigolose, in altre sono coperte di muschio.
Il percorso prosegue, si addentra nella gola e poi si arrampica in alto, in cima alla gola. Da qui si vede Bellano e il lago. Riemersi in superficie, è ancora più evidente il contrasto di questo cuore selvaggio custodito tra le rocce e la calma quasi immobile del lago.

Per uscire, bisogna ripercorrere la strada a ritroso. Ed è di nuovo una scoperta.

Orrido di Bellano: cascate e passerelle.

 

Info Orrido di Bellano

Orari:
Aprile, maggio, giugno, settembre: tutti i giorni 10-13 e dalle 14,30-19.
Luglio, agosto: tutti i giorni dalle 10 alle 19. È aperto anche la sera, dalle 20,45 alle 22.00.
Marzo, ottobre, novembre: festivi e prefestivi 10-12,30 e 14,30-17.
Gennaio, febbraio, dicembre: festivi e prefestivi 14-17 (chiuso il 25/12; 5 gennaio dalle ore 14 alle 21).

Biglietto
Intero € 4,00
I cani possono entrare, al guinzaglio.

Arrivare

In macchina, percorrere la Ss 36, da Lecco o da Colico, e prendere l’uscita Bellano. Seguire le indicazioni verso Bellano, e andare verso il centro del paese. Ci sono diversi parcheggi, il più vicino è quello di piazza S. Giorgio.

In treno, sulla tratta Lecco-Colico gestita da Trenord, scendere alla fermata Bellano-Tartavalle.

 

orrido di bellano 9 cosa vedere sul lago di como
Una delle cascate dell’Orrido: impetuosa e fragorosa.

 

La gola dell'Orrido di Bellano, con le passarelle per visitarla.
La gola dell’Orrido, con le passarelle per visitarla.

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